DeQuo

Lost in Tribunale

Non so se vi è mai capitato di dover tradurre un documento importante (certificato, atto legale, ecc) che deve essere utilizzato all’estero o, al contrario, di dover tradurre in italiano un documento redatto in lingua straniera.

Spesso viene richiesta una traduzione “ufficializzata”, “certificata” o “legalizzata”, termini dal significato vago; l’iter da seguire è molto preciso e anche le parole sono importanti! Facciamo dunque un po’ di chiarezza.

Se il documento è in lingua straniera, per avere un valore legale la traduzione deve essere asseverata dal traduttore che l’ha svolta (che giura di aver tradotto fedelmente dall’originale) nel luogo deputato, il Tribunale. In questi ultimi tempi, tale operazione non è facile né rapida, almeno nella nostra città; occorre che il traduttore si prenoti su una piattaforma online, che non sempre consente di prendere appuntamenti a breve termine.

Se il documento invece deve essere tradotto dall’italiano verso una lingua straniera ed è destinato all’estero, dopo l’asseverazione dovrà passare in Procura per la legalizzazione della firma del funzionario che ha raccolto il giuramento del traduttore. La Procura apporrà l’Apostille se il Paese di destinazione ha aderito alla Convenzione dell’Aja, oppure la legalizzazione semplice.

Queste due operazioni legalizzano unicamente la traduzione, non il documento in sé.

Per legalizzare documenti rilasciati da Enti pubblici italiani (il Comune, per esempio) bisogna farli passare dalla Prefettura prima della traduzione. Lo stesso dicasi per i documenti stranieri, che dovranno essere stati legalizzati a priori nel Paese di origine.

Nel caso in cui il destinatario finale lo accetti, la traduzione potrà essere corredata da un certificato di conformità redatto, timbrato e firmato dal traduttore, senza necessità di passaggio attraverso il Tribunale. Questo certificato può accompagnare sia traduzioni in entrata che in uscita dall’Italia; ad esempio, molte traduzioni con certificato di conformità destinate all’Inghilterra, al Canada e agli Stati Uniti sono ampiamente approvate.

Monica Rausa

“La valle più bella del mondo”

Chi si avventura lungo la Strada Statale 45 Genova – Piacenza comprende il significato di questa celeberrima frase, tradizionalmente attribuita a Ernest Hemingway.

Il paesaggio fluviale, ricco di anse e scorci mozzafiato e punteggiato di campanili e torri in lontananza, si offre in tutto il suo splendore anche soltanto percorrendo la valle in auto; innumerevoli sentieri naturalistici permettono di immergersi tra i boschi, salendo alle vette più alte sino a scorgere il mare, o scendendo in cerca di ristoro alla riva del fiume. Non mancano i luoghi e le testimonianze di interesse storico, una costellazione di siti e piccoli borghi di cui da Bobbio, cuore pulsante della valle, si può partire alla ricerca. […]

Il brano che precede è tratto dalla Guida “Bobbio e Alta Val Trebbia”, edita dalla casa editrice piacentina Tip.Le.Co e reperibile in edicola e nelle librerie della Val Trebbia e di Piacenza e sullo store on-line https://www.tipleco.com/edizioni.html”.

È una guida molto pratica, formato pocket, agile e leggera, con bellissime immagini e testi molto esaurienti e particolareggiati.

La casa editrice ci ha proposto di occuparci della traduzione in inglese e francese, piuttosto impegnativa a dire la verità, ma molto gratificante!

Abbiamo così avuto modo di ripercorrere la storia di una parte della nostra bellissima provincia e di contemplarne ancora una volta i tesori, artistici e naturali, scoprendone talvolta alcuni sconosciuti.

Questo lavoro ci ha fatto venir voglia di approfondire ulteriormente la conoscenza di Bobbio e dell’Alta Val Trebbia, che peraltro già frequentiamo e amiamo.

Non solo chi visita il nostro territorio per la prima volta ne rimane incantato, anche chi lo abita non finisce mai di scoprirlo e ammirarlo.

Per consultare la Guida clicca qui  https://www.tipleco.com/bobbio-e-alta-val-trebbia.html.